L’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di gas serra, entro il 2030, è di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990. Un percorso ambizioso per gli Stati membri che coinvolge in particolar modo il settore della logistica e della mobilità.

Dall'adozione della DAFI, nel 2014, la diffusione delle infrastrutture per i combustibili alternativi nel trasporto su strada è aumentata, ancora oggi permangono però differenze tra gli Stati membri.

Al fine di scattare un’istantanea dello stato attuale dei punti di ricarica e rifornimento di carburanti alternativi e del numero di veicoli in circolazione da essi alimentati, il servizio studi del Parlamento europeo ha pubblicato un report dettagliato sul settore.

L'Italia è il primo Paese in Europa per numero di punti di rifornimento di gas naturale, il terzo per distributori Gpl e il quinto per numero di colonnine di ricarica installate.

Significativa la crescita del mercato dei veicoli elettrici a livello europeo, le immatricolazioni di auto elettriche nel 2020 hanno raggiunto il 10,5% del totale, ma i tre quarti della flotta circolante si concentra in Germania, Francia, Paesi Bassi, Svezia e Belgio. Interessante anche lo sviluppato del mercato dei veicoli fuel cell a idrogeno.

Il documento fa anche alcune previsioni sullo sviluppo del mercato. Sulla base delle politiche attuali, le auto a zero e/o basse emissioni costituiranno il 16% del parco circolante in Europa nel 2030 e più del 50% nel 2050. Grazie però alle nuove politiche, in via di implementazione, ideate per ottenere una riduzioni delle emissioni del 55%, i modelli elaborati dal servizio studi del Parlamento europeo suggeriscono sia possibile una crescita più rapida di veicoli a zero e basse emissioni fino a raggiungere la quasi totalità del parco circolante nel 2050.

Fonte: Staffetta Quotidiana