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L’allegato alla Nadef include una serie di obiettivi di interesse per il settore, tra i quali il potenziamento dei processi digitali e delle misure di prevenzione e controllo

Potenziare i pagamenti elettronici e altri processi digitali, ma anche rafforzare i controlli e la prevenzione degli illeciti: sono questi alcuni degli obiettivi indicati nel Rapporto sull’evasione fiscale e contributiva allegato alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 settembre. 

"Il contrasto all'evasione fiscale sarà perseguito anche agevolando, estendendo e potenziando i pagamenti elettronici e riducendo drasticamente i costi delle transazioni cashless", si legge nel rapporto, in cui si sottolinea che il contrasto dell'evasione fiscale è "un obiettivo prioritario, dopo la fisiologica sospensione delle attività di notifica" a causa della pandemia di coronavirus. Viene precisato inoltre che si continuerà a puntare sugli Indici sintetici di affidabilità (Isa), la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché sull’inasprimento delle pene per i grandi evasori e sul rafforzamento degli strumenti di contrasto alle frodi nel settore dei carburanti.

Il documento allegato al Nadef, sulla base dei dati rilevati nel 2020, conferma che le principali fenomenologie fraudolente nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti sono l’introduzione clandestina da altri Paesi membri dell’Ue di prodotti energetici impiegati come gasolio per autotrazione (i cosiddetti designer fuels); le dichiarazioni fraudolente; le frodi Iva.

Il rapporto segnala anche che il tax gap ha mostrato un incremento nel 2019, dopo la consistente riduzione registrata nel 2018, rispettivamente al 2,9 per cento per la benzina e al 13,8 per cento per il gasolio. A livello complessivo, il divario tra le imposte e i contributi dovuti e quelli effettivamente versati è passato da 6,9 per cento nel 2014 la 9,7 per cento nel 2019. Sebbene l’incremento del 2019 sia inferiore a quello registrato nel 2017, secondo il documento “la recrudescenza dei fenomeni evasivi rende necessaria l’adozione di ulteriori provvedimenti nel settore, oltre quelli già previsti dalle leggi 11 dicembre 2016, n.232 e 27 dicembre 2017, n.205”. Questi ultimi, si osserva, “hanno portato ad una riduzione spesso solo temporanea del tax gap, in quanto le frodi sono state poi riproposte anche se con nuove modalità elusive delle predette norme”.

Il documento ricorda che, al fine di potenziare il contrasto agli illeciti nel settore dei carburanti e, in particolar modo, alle frodi Iva che si caratterizzano per importi estremamente rilevanti, l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli (Adm) ha recentemente creato una struttura ad hoc di coordinamento centro-periferia: il Gruppo di lavoro - Dir CP - Licenze accise. Le verifiche svolte dal nuovo Gruppo di lavoro nel corso del 2020 hanno fatto emergere maggiori diritti accertati per circa 900 milioni di euro. Come spiegato nel rapporto tale struttura, composta da personale appartenente agli uffici centrali e alle principali realtà territoriali, ha lo scopo, inoltre, “di standardizzare le procedure di rilascio delle licenze per i depositi commerciali, a imposta assolta, nonché delle relative volture, nel settore degli oli minerali, ivi comprese le autorizzazioni allo stoccaggio o all’estrazione presso depositi di terzi, con particolare riferimento alla fase di controllo”.

Nel complesso, sintetizza il rapporto, “le attività del Gruppo di lavoro, favorendo il coordinamento centro-periferia, hanno consentito di istituzionalizzare i controlli che devono essere svolti dalle diverse articolazioni dell’Agenzia, consentendo di bloccare l’accesso a soggetti potenzialmente pericolosi. Lo scambio di informazioni all’interno del medesimo Gruppo e con l’Agenzia delle entrate ha altresì fatto emergere numerose correlazioni soggettive tra le società che hanno richiesto licenze o autorizzazioni ai differenti Uffici Adm sul territorio nazionale, consentendo di delineare un quadro più generale dei soggetti attivi nel settore e di rafforzare i provvedimenti emessi dall’Agenzia”.

 

Sempre per contrastare i fenomeni illeciti nel settore dei carburanti, l’Agenzia ha promosso nel 2020 ulteriori iniziative di prevenzione, tra cui la revoca delle autorizzazioni/licenze di depositi fiscali e commerciali per prolungata inoperatività (sei mesi); l’introduzione di un sistema informatizzato di controllo per la gestione della detenzione di benzina e di gasolio presso i depositi commerciali di capacità non inferiore a 3.000 metri cubi; l’introduzione di requisiti soggettivi per il rilascio della licenza di esercizio dei depositi commerciali e, inoltre, di requisiti tecnico-organizzativi per quelli che movimentano benzina e gasolio usato come carburante. Infine, l’Agenzia mantiene un costante monitoraggio sul deposito e sulla circolazione nazionale di biocarburanti al fine di evitare abusi relativamente all’obbligo di immissione in consumo previsto.