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I tre dicasteri punteranno su mobilità sostenibile, sviluppo della banda ultra-larga ed efficientamento della rete di trasporti e infrastrutture. I piani messi in atto saranno cruciali per le iniziative del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il documento che traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti che l'Italia intende realizzare con i fondi europei di Next Generation Eu.

 

Mobilità sostenibile, sostegno alle energie rinnovabili e ai nuovi carburanti, sviluppo della banda ultra larga, maggiore efficienza dei sistemi attuali di trasporto. Sono questi alcuni dei temi su cui si sta concentrando l’attività dei ministeri di Transizione ecologica, Innovazione tecnologica e Transizione digitale, Trasporti e Mobilità sostenibile. I tre dicasteri, le cui linee guida sono state annunciate dai rispettivi ministri tra metà marzo e aprile, hanno rappresentato una novità rispetto al passato nel governo guidato da Mario Draghi e saranno cruciali per le iniziative del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il documento che traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti che l'Italia vuole realizzare con i fondi europei di Next Generation Eu. Le iniziative che verranno intraprese dai tre dicasteri - guidati rispettivamente da Roberto Cingolani, Vittorio Colao ed Enrico Giovannini – risultano inoltre di particolare rilevanza per i vari comparti che interessano la mobilità, dai carburanti fino alle stazioni di servizio. Nella sua audizione del 16 marzo scorso davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive di Camera e Senato, il ministro Cingolani ha sottolineato che sul versante della mobilità sostenibile, si darà promozione alle energie rinnovabili nel settore dei trasporti, con l’attuazione del Piano di azione per la mobilità sostenibile, previsto nel recepimento della direttiva Dafi. Il ministro ha sottolineato che le azioni specifiche che verranno intraprese riguardano la promozione dei biocarburanti, del biometano e dell’idrogeno con uno specifico riferimento all’ambito dei trasporti. “Occorre però puntare decisamente sulla mobilità elettrica sviluppando una tecnologia degli accumuli che permetta di costruire una filiera nazionale delle batterie e incrementando, a tal fine, la ricerca nazionale”, ha sottolineato Cingolani. Il ministro ha inoltre annunciato che nei prossimi mesi si dovrà dare attuazione alle norme del ‘Decreto semplificazioni’, relative allo stanziamento di 90 milioni di euro per il finanziamento di infrastrutture di ricarica elettrica per forniture di imprese, il cui decreto attuativo è in corso di redazione.

Il nuovo ministro della Transizione digitale Colao ha invece indicato, nella sua audizione programmatica presso la Commissione trasporti della Camera lo scorso 13 aprile, cinque obiettivi principali: diffondere l’identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70 per cento della popolazione, più del doppio rispetto a oggi; colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70 per cento della popolazione che sia digitalmente abile; portare circa il 75 per cento delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud; raggiungere almeno l’80 per cento dei servizi pubblici erogati online; raggiungere, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico, il 100 per cento delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga. “Possiamo ambire ad avere entro il 2026 almeno il 70 per cento della popolazione che usi regolarmente l’identità digitale”, ha sottolineato Colao. “Questi – ha spiegato – sono obiettivi ambiziosi, perché ci consentiranno già nel 2026 di avvicinarci di molto a quelli europei previsti per il 2030”. Inoltre, Colao ha precisato che il governo attende l’approvazione da parte della Commissione europea delle misure relative alla Fase 2 dei cosiddetti voucher a supporto dell’accesso della rete delle famiglie e delle imprese, che consentirà di gestire circa 900 milioni di euro che saranno a disposizione di aziende e cittadini. Come indicato da Colao, la transizione al digitale si basa sulla definizione di cinque aree strategiche: l’ammodernamento ed estensione delle infrastrutture digitali; lo sviluppo del cloud per la PA, in collaborazione se necessario con il privato; l’interoperabilità dei dati, riducendo i costi per la PA e migliorando le scelte politiche; la sicurezza dei sistemi informatici; lo sviluppo delle competenze digitali.

Per quanto riguarda le linee programmatiche del ministero dei Trasporti e della Mobilità sostenibile, le linee programmatiche indicate dal ministro Giovannini, in audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti lo scorso 16 marzo, puntano ad adeguare le infrastrutture ai bisogni delle imprese e dei cittadini. Come indicato da Giovannini il ministero opererà simultaneamente su due direttrici: in primo luogo guardando alle necessità immediate, come il miglioramento dell’efficienza dei sistemi attuali di trasporto, e in secondo luogo inquadrando le scelte future nella realizzazione di infrastrutture più sostenibili e resilienti. Come sottolineato da Giovannini nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in fase di revisione, le risorse assegnate al ministero ammontano a 48 miliardi di euro, di cui 32 aggiuntivi. In particolare, sono previste le seguenti assegnazioni e principali progettualità che interessando il settore della mobilità nel complesso: 13,2 miliardi di euro per la Rivoluzione verde e la transizione ecologica, tra cui investimenti nella filiera dell’idrogeno per 500 milioni di euro e 7,5 miliardi di euro per il trasporto pubblico locale sostenibile; 32 miliardi di euro a favore di infrastrutture per una mobilità sostenibile, tra cui la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti (1,6 miliardi di euro).

Nello specifico, per quanto riguarda le aeree urbane, ambito su cui si concentra maggiormente il Pnrr, il trasporto pubblico locale verrà rinnovato e potenziato con la sostituzione del parco autobus e dei treni metropolitani con nuovo materiale rotabile più efficiente e a modalità di trazione innovativa (elettrico, idrogeno, ibrido). Inoltre, come indicato dal ministero, si svilupperanno nuove linee di trasporto rapido di massa sostenibile quali le tranvie, le filovie, i bus rapid transit e in alcune grandi aree urbane si prolungherà̀ l’attuale rete delle metropolitane. Altro punto centrale nella strategia del Pnrr è la sostenibilità e la resilienza delle infrastrutture e dei sistemi a rete. Nello specifico vi saranno investimenti per modalità di trazione innovative nel trasporto passeggeri, basate sulla sperimentazione dell’uso di idrogeno per i treni (Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria; corridoio del Brennero) e rinnovo del parco autobus per il trasporto pubblico locale con sostituzione dei mezzi diesel con autobus a trazione alternativa, principalmente elettrici. Da tenere in considerazione anche la digitalizzazione delle infrastrutture, attraverso il monitoraggio tecnologico di ponti e viadotti stradali della rete nazionale e il progetto Brenner Digital Green Corridor per la riduzione delle emissioni di CO2, grazie alla produzione di idrogeno da energie rinnovabili.