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Prosegue il declino delle immatricolazioni di auto a diesel e benzina, mentre aumentano alimentazioni alternative, in particolare ibride non ricaribili. Le conseguenze della pandemia incidono ancora sul settore con il 27.9 per cento di auto immatricolate in meno a maggio 2021 rispetto al 2019

Il mese di maggio 2021 ha fatto segnare un recupero delle immatricolazioni di auto rispetto al 2020, 142.730, secondo dati elaborati del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. Il numero è superiore del 43 per cento rispetto allo scorso anno, quando erano state immatricolate solamente 99.842, ma è ancora inferiore del 27,9 per cento rispetto al 2019. Secondo il dicastero, nei primi cinque mesi dell'anno, sono state immatricolate in Italia 735.125 auto, rispetto alle 451.545 dello stesso periodo dell'anno scorso, con un aumento del 62,8 per cento. Nel mese di maggio i trasferimenti di proprietà sono stati invece 292.258 a fronte di 206.967 passaggi registrati nel 2020, con un aumento di circa il 41 per cento. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 434.988, ha interessato per il 32,81 per cento vetture nuove e per il 67,19 per cento vetture usate.

Da un’analisi più approfondita dei dati del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, realizzata dall’Associazione della filiera industriale automobilistica (Anfia), tra le auto immatricolate nel mese di maggio prosegue il declino delle vetture a diesel e benzina. Nel periodo di riferiento la quota di mercato si è attestata intorno al 23,1 per cento e al  24,2 per cento nei primi cinque mesi del 2021. In calo, rispetto ai dati di aprile, anche la quota di mercato delle auto alimentate a benzina che si è attestata intorno al 31,2 per cento con una media del 32,7 per cento nei primi cinque mesi dell’anno. Aumentano invece le immatricolazioni di auto ad alimentazione del 27,9 per cento maggio 2021, mantenendosi su una media del 43,2 per cento nei primi cinque mesi dell’anno in corso. Per quanto riguarda le auto elettrificate la quota di mercato nel mese di maggio è stata pari al 37 per cento, mentre la media sui cinque mesi si è attestata al 34,8 per cento.

In merito alle altre tipologie di alimentazione, la quota di mercato delle auto alimentate a gas si è attestata all’8,6 per cento, con una media dell’8,3 per cento nei primi cinque mesi del 2021. Nello specifico le vetture a gas di petrolio liquefatto (Gpl) hanno registrato nel mese di riferimento una quota di mercato pari al 6,4 per cento e del 6 per cento nei primi cinque mesi del 2021. Infine le auto alimentate a metano hanno registrato una quota di mercato del 2,2 per cento a maggio 2021 e del 2,2 per cento nei primi cinque mesi dell’anno.

Il settore dell’auto segue i trend registrati nel 2020, anno della pandemia, dove a fronte di un generale crollo delle immatricolazioni si è registrato un aumento senza precedenti del comparto elettrico e ibrido. In base ai dati elaborati dall’annuario statistico dell’Automobile Club Italia (Aci) del 2021, che ha analizato lo stato del settore per l’interno 2020, negli ultimi mesi dell’anno scorso, grazie anche agli ecoincentivi, si è assistito ad una crescita di acquisti di autovetture elettriche (+193,4 per cento) e ibride (+123,9 per cento) alla quale, però, non è corrisposta la rottamazione delle auto più vecchie. Dall’analisi dell’Aci, pubblicata lo scorso 25 maggio, il parco circolante italiano resta il più vecchio d’Europa: l’età media delle auto è pari a 11 anni e 10 mesi (5 mesi in più rispetto al 2019); 1 auto su 5 (il 20 per cento circa del totale) è una Euro 0-1-2, con almeno 18 anni di anzianità. 

La fotografia scattata dall’Aci per il 2020 registra un crollo del mercato a causa delle conseguenze della pandemia di Covid-19 ai livelli più bassi deli ultimi 20 anni, situazione che ha avuto ripercussioni anche nel 2021 come emerso dai dati forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A marzo e aprile 2020 le vendite hanno registrato un calo dell’80 per cento mentre - su base annua - la perdita di nuove iscrizioni di veicoli ha superato le 560 mila unità, 500 mila delle quali autovetture. Nell’anno della pandemia la popolazione italiana ha speso per acquisti legati al settore auto 124 miliardi di euro, circa 30,7 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 (-20,2 per cento). Nel 2020 la spesa media sostenuta per utilizzare l’auto è risultata circa 3.100 euro. Nel 2019 era stata di 3.900 euro, un calo del 20,6 per cento. Rispetto al 2019, è crollato anche il gettito fiscale generato dal comparto, che si è attestato poco al di sotto dei 52,8 miliardi di euro, un calo del 19,1 per cento rispetto al 2019 (65,2 miliardi di euro).